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Di desideri e sederi

Quanto vanno custoditi i desideri?
O quanto, al contrario, urlati al mondo?

Al riguardo ci sono due diverse e inconciliabili scuole di pensiero.
Ovvero, due categorie di persone: gli ermetici e i fiumi in piena.

L'ermetico è quello a cui devi cavare le parole di bocca, quello che se ha un desiderio non te lo dice perché se te lo riferisce tu gli porti sfiga. E quel desiderio non si avvera. Non si capisce cosa gli hai fatto. Magari sei il suo migliore amico, ma lui non si fida.

Guarda, puoi anche essere sua madre o chatgpt versione premium. Non ne caverai niente. Lui non può neanche pronunciarlo quel desiderio. Se lo tiene per sé, chiuso a doppia mandata nella sua mente.

E voi starete pensando: vabbè ma, se lo tiene per sé, tu non sai che sta desiderando qualcosa. Ecco, qui ti sbagli! Lui ti dice forte e chiaro che ha un desiderio. Lui è sadico. Vuole vederti sudare dalla curiosità.

Insomma, questi sono i primi. Poi c'è l'altra categoria di persone. I fiumi in piena. Quelli che, invece, se hanno un obiettivo, qualcosa che desiderano ardentemente, lo devono dire a tutti. A T-U-T-T-I. SUBITO. Pure alla signora alla cassa del supermercato.

Eppure, rullo di tamburi, quelli come loro sono dei vincenti. Sono entusiasti, amano la vita. Probabilmente fanno un sacco di squat, ma sicuramente a forza di raccontare i loro desideri a tutti, li hanno resi reali.